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Sua Maestà, “Il Supremo”

Torte di Torrone Supremo
Scaglie di Torrone Supremo alle mandorle
Torrone Supremo alle mandorle
Torrone Supremo ai pistacchi
Torrone Supremo alle mandorle ricoperto di cioccolato Fondente
Torroncini Supremi Morbidi Pralinati

Questo tipo di torrone è una proposta esclusiva di Flamigni. La sua peculiarità è la proporzione inversa rispetto a quella abituale tra frutta secca e tessuto connettivo di zucchero, miele e albume d’uovo. Ne nasce un prodotto meno dolce, più facile da mordere, nel cui complesso aromatico prevalgono i sentori del frutto. Benché sia da decenni nel catalogo Flamigni, è il tipo di torrone più in linea con il gusto contemporaneo.

Scopri anche gli altri prodotti della gamma Torrone

Friabile Morbido

Come nasce il Torrone Supremo Flamigni

 

Flamigni produce i torroni nel suo primo stabilimento, in Romagna, a Forlì. Non è un caso: in questa città è tradizione che le ragazze ricevano torrone in dono nel giorno di Santa Lucia.

Flamigni logo

1

5′

Miele, glucosio e zucchero semolato nella caldaia riscaldata


1
5 minuti

Riscaldata la torroniera a 96-98°C vi si versa la miscela di miele e sciroppo di glucosio, preparata 24 ore prima perché assuma la giusta consistenza. Poi si aggiunge lo zucchero semolato, altro componente fondamentale del tessuto connettivo del torrone. In questa fase la rotazione è lenta.

2

110′

Aggiunta dell’albume non montato a neve e conseguente montatura


2
1 ora e 50 minuti

Si aumenta la velocità e s’incorpora l’albume fresco, in modo che le proteine di quest’ultimo si “srotolino” e incorporino ossigeno, poco a poco, fino all’acme della montatura. La velocità di rotazione poi va abbassata, altrimenti la pasta si smonterebbe. Il “quando” lo decidono la vista, il tatto e l’udito allenati di un maestro torronaio (il torrone “canta” quando è pronto).

3

120′

Cottura a bagnomaria


3
2 ore

Abbassata la velocità, inizia la cottura. Dura a lungo, perché va eliminata tutta l’umidità. Noi lo facciamo col tempo e con la cottura (siamo sempre sui 98°C). Il torrone Supremo cuoce più rapidamente del friabile, perché al suo interno la percentuale di frutta secca è maggiore.

4

5′

Preriscaldamento della frutta secca precedentemente tostata


4
5 minuti

Da una parte si fa riscaldare la frutta secca perché vada incontro alla temperatura della pasta; dall’altra si profuma la pasta ormai cotta con gli oli essenziali adeguati. La frutta secca viene spolverizzata di bicarbonato di sodio per correggere l’acidità; così “mantiene la montatura”, dicevano i vecchi.

8

5′

Frantumazione manuale delle sfoglie di torrone


8
5 minuti

Le sfoglie di torrone vengono spezzettate a mano e poi inserite nelle confezioni a vaschetta.

7

10′

Spianatura manuale col mattarello direttamente sui tavoli


7
da 5 a 15 minuti

Il mattarello, a differenza di un laminatoio meccanico, non strappa il torrone. L’uomo può assecondare la natura del prodotto, perché lo “sente”.
Il Supremo viene quindi portato allo spessore più sottile consentito dal diametro della frutta secca.

6

5′

Estrazione e posizionamento sul tavolo dell’intera cotta


6
5 minuti

La cotta viene estratta manualmente con una lunga pala di legno da parte dei torronai, che fanno a gara per estrarne l’intera quantità in due sole palate (da 25 kg l’una). Una vota sul tavolo, il torrone viene pezzato e pesato a seconda delle esigenze.

5

5′

Aggiunta della frutta secca


5
5 minuti

Raggiunta la temperatura, la frutta secca viene versata nella pasta. Si mescola il tutto manualmente, con una pala di legno, finché l’insieme non è perfettamente amalgamato.

Come nasce il Torrone Supremo Flamigni – Fasi della lavorazione (tempo totale: 5 ore circa)

Clicca sulla fase di lavorazione per leggere la descrizione.

 

Ingredienti nobili

Il torrone è il prodotto simbolo di Flamigni. Grazie ad esso l’azienda si è imposta all’attenzione degli appassionati e dei conoscitori. L’alta qualità degli ingredienti, perciò, è un dato scontato; meno ovvie sono le loro origini.

Le mandorle provengono dalla Puglia; le nocciole tonde e gentili dalle Langhe; i pistacchi in parte da Bronte, in parte dall’Iran e sono miscelati per raggiungere un equilibrio ottimale di sapori; il miele è italiano. Il cioccolato della maggior parte delle coperture è fondente extra di altissima qualità.

Lavorazione manuale

In Flamigni il torrone si produce come nel 1930: a mano. Le sue torroniere in rame Somarè sono utilizzate – e tenute in condizioni di perfetto funzionamento – sin dagli anni Cinquanta. Una volta cotto, il torrone viene estratto con lunghe pale di legno, appoggiato su tavoli di marmo e spianato con il mattarello.

 

Naturale, perciò digeribile

In un torrone Flamigni ci sono solo ingredienti naturali della massima qualità e lavoro manuale di grande professionalità: le caratteristiche che fanno più apprezzare un prodotto alimentare. E, soprattutto, che non hanno mai fatto male a nessuno.